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Benvenuto da parte del Presidente nel sito dell'Associazione di Ingegneria Offhore e Marina.


Un caloroso benvenuto nel sito web dell'AIOM, Associazione di Ingegneria Offshore e Marina!
Mi auguro che troverete interessante la nostra attività che contribuisce all'offerta italiana di forums tecnici specialistici nel campo dell'ingegneria costiera, offshore e marittima in generale.
La connotazione AIOM è storicamente radicata nel momento formativo dei tecnici di settore e questo è una delle ragioni per cui è forte il legame tra AIOM e le principali sedi universitarie italiane ed i centri di ricerca.
Il nostro Paese ha una lunga e importante tradizione nel campo delle opere marittime e offshore, come nella ricerca e nell'applicazione ingegneristica. AIOM lavora nella direzione di rafforzare tale tradizione, conservando e mantenendo la memoria e le esperienze e collegando in rete gli attori contemporanei (delle professioni, delle istituzioni, delle università e dei centri di ricerca) contribuento all'aggiornamento ed alla formazione continua degli stessi.
Un occhio particolare e attento è rivolto verso i colleghi più giovani e gli studenti, futuro dell'ingegneria marittima italiana, a cui AIOM può garantire l'assistenza e la migliore introduzione in questo affascinante mondo specialistico.
Augurandomi di vedervi numerosi e partecipi alle iniziative AIOM, sperando di vedere chi ancora non lo fosse presto associato all'AIOM, vi auguro buona navigazione.
Elio Ciralli


EDITORIALE PROGRAMMATICO (pubblicato su BOLLETTINO AIOM 36-37)

Chiudo questo mio primo editoriale sul bollettino AIOM subito dopo il recente congresso Coastal Structures ’07, del quale troverete nel Bollettino un adeguato resoconto. In questo importante congresso il Prof. Y. Goda ha tenuto la relazione introduttiva in sessione plenaria. Con lo stile che si riscontra tipicamente nelle personalità di grande spessore, ricco di ironia e modestia, egli ha regalato all’importante uditorio più di uno spunto di riflessione. Tra questi, e lo ho ringraziato per ciò, ho colto gli elementi che trovo attinenti al tema introduttivo che ho scelto per queste righe.

Goda ha incentrato la relazione sui rapporti esistenti tra mondo scientifico-accademico e ingegneri coinvolti nella pratica applicativa. Sintetizzo: “i primi sono sempre soddisfatti dall’affrontare  problematiche complesse, pur anche irrisolvibili, i secondi devono prendere decisioni e trovare soluzioni certe”. Egli ha quindi messo in guardia sulla deriva di molti, troppi studi, verso rotte che non trovano pratica applicazione nella soluzione di problematiche ingegneristiche, o perché eccessivamente verticalizzati sulla fisica matematica pura, senza sufficiente riscontro sul campo o perché segnati da inadeguati livelli di affidabilità. D’altro canto è pur vero che gli ingegneri tendono a semplificazioni talvolta eccessive non tenendo in opportuno conto l’evoluzione dei più recenti studi, quando effettivamente utili. Vi è quindi uno scollamento che và ricomposto in termini di efficacia pratica degli studi e di rapido accesso all’evoluzione scientifica che porti risultati applicabili e duraturi.

L’ingegneria costiera (marittima e off-shore), da quando il termine è stato coniato negli anni ’50, è oggi definitivamente importante settore dell’ingegneria civile al pari degli altri. Ebbene a questo livello di maturazione, che ha avuto enorme impulso negli ultimi decenni, la disciplina necessita di un invito all’analisi critica dei ruoli e degli scopi delle varie professionalità coinvolte.

Da qui la riflessione ulteriore. Probabilmente questa revisione critica dovrebbe coinvolgere non solo scienziati, accademici, e ingegneri applicativi, ma anche costruttori, industriali, amministratori e funzionari pubblici, ambientalisti, pubblico.

Sempre più spesso, come frutto della intensa dialettica che caratterizza ogni azione del nostro Paese, le attività, i ruoli professionali di ciascuno, vengono svolti con spreco di risorse intellettuali e di energie, con grande fatica e con modesti risultati, se commisurati allo sforzo.

A differenza di quanto è riscontrabile accada in altri paesi industrializzati, l’attività quotidiana finisce per essere condizionata da eccessive incertezze, spesso dovute a scarsa considerazione reciproca dei ruoli e delle professionalità coinvolte. Il risultato è la mortificazione del livello qualitativo (del prodotto, e soprattutto della vita) che potrebbe essere più alto di quanto non risulti effettivamente.

E’ da ritenere che una maggiore consapevolezza e presa di coscienza dei propri ruoli, il continuo approfondimento culturale specifico e la comprensione delle reciproche esigenze, quindi il dialogo fattivo tra attori che incarnano scopi ed esigenze diverse, possa dare un contributo reale al miglioramento generale della vita tecnica e amministrativa del nostro Paese.

Ed ecco rivelata l’attinenza dell’argomento con la nostra Associazione e col Bollettino.

Per far ciò occorrono luoghi e occasioni di incontro e di vero scambio culturale, utili per quella crescita continua armonica che miri alla reale integrazione tra i vari aspetti e i vari ruoli coinvolti, nel rispetto delle specificità di ciascuno.

Tali luoghi e occasioni di incontro sono fornite, direi principalmente, dalle associazioni tecniche, quale è la nostra AIOM, per esempio.

Vero è anche che in questi anni in Italia l’associazionismo tecnico vive momenti non floridi.

Gli effetti sono tangibili ed evidenziati da una partecipazione generalmente limitata alle vicende associative. E’ un circolo vizioso fatto da poca conoscenza della vita associativa, indisponibilità di tempo, poca propensione alla discussione delle problematiche ed al confronto fuori dallo stretto ambito lavorativo.

In questa situazione le Associazioni non crescono, ma regrediscono: non possono adeguarsi alle reali esigenze degli interessati e la indisponibilità di mezzi le rende poco attive.

Occorre quindi perseguire per quanto possibile punti di svolta, recuperando terreno e cercando di costruire un circuito virtuoso che sia fatto di interesse nella partecipazione e di reale ritorno in termini di dialogo proficuo e di informazioni. In tali percorsi l’esperienza delle grandi associazioni tecniche internazionali (IAHR, PIANC, ASCE, etc.), se criticamente letta, può far da guida.

Per far questo occorre mutare il punto di vista: l’Associazione deve realmente aprirsi in termini di contenitore e divulgatore di informazioni utili agli iscritti, di generatore continuo di occasioni di incontro, scambio e dialogo tra gli interessati, avvicinando le professionalità diverse e, tra queste, i più esperti e i più giovani, facilitando così le condizioni per la necessaria continuità ed il ricambio generazionale.

L’Associazione deve porre anche una nuova attenzione ai fatti economici al fine di fornire il  necessario carburante al motore. Nell’attuale complessità odierna ciò non è cosa da poco. Una giusta politica di investimento sulle attività realmente necessarie e utili allo scopo, di riscontro economico ai servizi offerti agli associati e la valorizzazione del veicolo che essa stessa rappresenta per la divulgazione mirata di notizie commerciali (sponsors), con l’approccio correttamente orientato al risultato, può essere la soluzione.

Anche il mezzo di comunicazione in questi ultimi decenni è completamente mutato ed internet ne costituisce la spina dorsale. Di questo occorre tenere conto e sfruttare il mezzo elettronico al massimo, con la necessaria consapevolezza e con garbata misura.

AIOM ha una storia già importante, un buon radicamento ed una notevole diffusione nel territorio nazionale. La sua missione non duplica quella di altre esperienze associative, bensì, vuole trovare e consolidare sinergie per migliorare e rafforzarsi nella presenza e nella proposta.

Tra queste la sinergia col PIANC, per esempio, è senz’altro attuabile e si sta lavorando in tal senso per programmare eventi congiunti.

Seguendo queste linee conduttrici, tra le prime attività in programma di AIOM vi sono:

-      la rivisitazione editoriale e grafica del Bollettino;

-      il rinnovamento ed il potenziamento del sito internet e delle informazioni agli iscritti;

-      un completo programma di incontri tecnici.

A tutto questo ed altro ancora stiamo intensamente lavorando, sperando di catturare la vostra attenzione ed affezione in misura sempre maggiore.

In chiusura, al fine di darne il giusto rilievo, volgo un sentito ringraziamento ad un grande uomo e professionista che è Maurizio Gentilomo, già presidente dell’AIOM per molti anni, che ha dedicato notevoli energie all’Associazione, pur con una importante e impegnativa carriera professionale. Il suo esempio è da sprone per continuare con entusiasmo. Sono certo che il suo metodo ed il suo equilibrio saranno ancora una grande risorsa per tutti noi.

Ringrazio ancora tutto il Consiglio Direttivo e Mario De Gerloni, che mi affiancherà con la sua esperienza, il suo entusiasmo e l’inesauribile energia, per quello che senz’altro sapranno ancora dare ad AIOM.

Buona lettura e buon lavoro a tutti!
Elio Ciralli

 
 

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