"La Legge di Hooke" di M. Gentilomo PDF Stampa E-mail
 

La legge di Hooke è una storia scritta dal nostro collega Maurizio Gentilomo (MG), noto e affezionato socio di AIOM. Leggendola, si comprende bene che essa è, in grande misura, autobiografica: vi si parla infatti di progetti dei quali MG si è occupato, nella sua carriera professionale, con responsabilità dirette, e di progetti “terzi”, rispetto a MG, realizzati recentemente in Europa e nel mondo.

L’insieme dei lavori considerati, compresi quindi quelli “imparati” (come, per esempio, il bostoniano Big Dig), costituisce un cospicuo patrimonio informativo dal quale l’autore ha cercato di trarre alcune conclusioni di carattere generale sul mondo delle costruzioni. Non dimenticando di raccomandare di tenere a mente che tali conclusioni sono provvisorie (nel senso che meriterebbero ulteriori approfondimenti) ed approssimate. Con un’attenzione massima rivolta alla struttura concettuale e fattuale delle grandi (anche meno grandi) opere, pubbliche e pubblico-private, ed alle connesse fallibilità degli umani. Dove a “fallibilità” non deve corrispondere, raccomanda MG, l’idea tradizionale di fallimento (“spese maggiori delle entrate”) ma il fallimento, parziale o totale, degli obiettivi delle nuove opere.

In proposito si sono posti in evidenza, tra gli altri, alcuni concetti fondamentali che, come sanno coloro che conoscono l’autore, sono stati l’oggetto di suoi scritti, conferenze e “prediche”: l’essere evolvente dell’ingegneria e del modus operandi degli ingegneri medesimi; le azioni necessarie a conseguire la qualità; la giusta vita di servizio; la necessità di controlli sistematici e della disponibilità di controllori preparati; l’esigenza di un aggiornamento professionale e culturale perenne. Non ultimo, la prepotente presenza dell’economia (dall’analisi dei costi e dei rischi alla finanza); le fallibilità previsionali degli umani: controllabili, almeno in parte, mediante la considerazione di diversi, credibili, scenari del futuro.

Interessante ed istruttiva è la rassegna delle sette meraviglie del mondo che in realtà sarebbero, secondo MG, ben più di venti. Molti dei progetti presentati nel capitolo delle “sette meraviglie” sono stati analizzati mediante l’uso di indicatori: istruttivi anche se, come MG non si stanca di avvertire, spesso arbitrari e, necessariamente, approssimati. In questo ambito, tra i progetti “diretti” dell’autore, non poteva mancare il veneziano Mose (che è attuale) né, per quanto riguarda il passato, la grande diga pachistana di Tarbela (anni sessanta e settanta).

L’autore ha scelto di far parlare il protagonista della storia in terza persona: si suppone per poter riferire fatti, ed esprimere giudizi su di essi, con un sufficiente distacco e con volute approssimazioni, letterarie e non letterarie. Inoltre, ha scelto di attribuire nomi immaginari, con rare eccezioni, alle persone (viste soprattutto come “personaggi”) ed ai costruttori chiamati in causa. E nomi autentici ai lavori che hanno visto il protagonista del racconto (che è MG) direttamente coinvolto, ai lavori “terzi”, ad esperti, consulenti, analisti, istituti di ricerca, università. D’altra parte le opere citate sono tanto conosciute, anche esternamente al mondo dei costruttori, che non se ne sarebbe potuto parlare sotto denominazioni immaginarie.

Non mancano infine giudizi critici, generali e speciali, sull’arte del costruire. A proposito della inadeguatezza dei decisori politici, della colpevole latitanza, o assenza, in Italia (ma non soltanto), di efficaci sistemi di controllo, della non rara sciatteria dei costruttori, dell’uso improprio della contrattualistica (riguardo alla politica delle “riserve” ed all’abuso di subappalto, per esempio). Neppure manca la citazione di esempi sulla buona gestione dei lavori da parte delle committenze, dei costruttori, dei progettisti, dei controllori, dei gestori.

L’autore ha curato direttamente la redazione e l’edizione di questo libro (in versione solo digitale) spedito ad un numero limitato di colleghi ed amici (tra cui l’autore di queste osservazioni).

MdG

 
 

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